Il passaggio dal non vivente al vivente
摘要
Senza alcun dubbio, ciascuno di noi è capace di riconoscere un essere vivente da un oggetto inanimato. Un leone, una mosca, un fungo e persino un batterio saranno correttamente attribuiti alla prima categoria da chiunque. Invece, oggetti come i sassi, il fuoco, l’acqua sono senz’altro considerati esseri inanimati. Inoltre, sappiamo bene che, se un albero nella sua integrità costituisce un essere vivente, un ramo spezzato non è che un semplice oggetto. Una singola parte di un animale o di un vegetale non può essere considerata alla stessa stregua di “un essere vivente” ma, al massimo, come una sotto-insieme di questo, avendo perso le caratteristiche che la rendevano vivente una volta separata. Lo stesso discorso è valido quando si considera un animale morto: sappiamo tutti, infatti, che, al momento del decesso, l’organismo perde tutte le qualità che lo caratterizzavano come essere vivente. Ma quali sono queste capacità? Cosa possiamo rispondere ai nostri alunni, ai nostri figli, ai nostri amici, quando ci chiedono chiarimenti al riguardo? Vediamo come rispondere a queste domande una volta per tutte, senza ambiguità. Una volta, si sentiva dire che un essere vivente poteva essere riconosciuto dalle sue capacità di nutrirsi e di riprodursi. Ogni organismo, sia esso una pianta, un animale o anche un microorganismo, possiede, infatti, queste capacità. Hanno tutti bisogno di sostentarsi e tutti si riproducono, altrimenti la specie sparirebbe.