Questo libro ha esaminato il Buddhismo e lo Zen in relazione alla sofferenza mentale esistenziale, utilizzando l’approccio più semplice e naturalistico possibile per affrontare un argomento così complesso. Il suo obiettivo è anche di considerare le molte tradizioni, pratiche e scritti esistenti che compongono l’universo dei contributi riguardanti gli aspetti mistici, spirituali, religiosi, filosofici e psicologici sulla mente e la sofferenza mentale esistenziale. La motivazione dietro a ciò è l’impegno a tracciare in merito un filo conduttore comune sugli insegnamenti storici del Buddha sulla meditazione, ed il loro rapporto con la sofferenza della vita, e come ciò si sia sviluppato nei secoli. Il compito è impegnativo, data l’enorme quantità di letteratura disponibile, rivolta ad un pubblico accademico, esperto e laico. Un punto di partenza essenziale è stato fornito dal lavoro unico e pionieristico di Daisetz Teitaro Suzuki, che ha tradotto i testi Zen classici più rilevanti in inglese, rendendoli disponibili ai lettori Occidentali (Haar et al., [1986]). Un’altra fonte determinante è stata Christmas Humphreys e la Buddhist Society che ha fondato nel 1924 a Londra, e che ha presieduto fino alla sua morte nel 1983 (Humphreys, [2015]). Il lavoro della Buddhist Society continua ancora oggi, e si è dimostrato estremamente prezioso per il suo impegno inter-denominazionale, come punto di incontro per le tradizioni Buddhiste Zen, Theravada e Vajrayana.

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Epilogo

  • Tullio Giraldi

摘要

Questo libro ha esaminato il Buddhismo e lo Zen in relazione alla sofferenza mentale esistenziale, utilizzando l’approccio più semplice e naturalistico possibile per affrontare un argomento così complesso. Il suo obiettivo è anche di considerare le molte tradizioni, pratiche e scritti esistenti che compongono l’universo dei contributi riguardanti gli aspetti mistici, spirituali, religiosi, filosofici e psicologici sulla mente e la sofferenza mentale esistenziale. La motivazione dietro a ciò è l’impegno a tracciare in merito un filo conduttore comune sugli insegnamenti storici del Buddha sulla meditazione, ed il loro rapporto con la sofferenza della vita, e come ciò si sia sviluppato nei secoli. Il compito è impegnativo, data l’enorme quantità di letteratura disponibile, rivolta ad un pubblico accademico, esperto e laico. Un punto di partenza essenziale è stato fornito dal lavoro unico e pionieristico di Daisetz Teitaro Suzuki, che ha tradotto i testi Zen classici più rilevanti in inglese, rendendoli disponibili ai lettori Occidentali (Haar et al., [1986]). Un’altra fonte determinante è stata Christmas Humphreys e la Buddhist Society che ha fondato nel 1924 a Londra, e che ha presieduto fino alla sua morte nel 1983 (Humphreys, [2015]). Il lavoro della Buddhist Society continua ancora oggi, e si è dimostrato estremamente prezioso per il suo impegno inter-denominazionale, come punto di incontro per le tradizioni Buddhiste Zen, Theravada e Vajrayana.