Il 26 dicembre 1780 nacque la piccola Mary Fairfax a Roxburghshire, Scozia, per essere più precisi nella città di Jedburgh. Le usanze del tempo le avrebbero assegnato un futuro piuttosto convenzionale, ma il suo destino prese una direzione diversa. Fino a circa 10 anni di età, come era consuetudine per le ragazze dell’epoca, ricevette un’istruzione approssimativa, sebbene fosse stata mandata per 1 anno da suo padre – un alto ufficiale della marina che era spesso in mare – in un costoso collegio. La giovane ragazza, tuttavia, iniziò in seguito un’istruzione da autodidatta che includeva il latino e la matematica. In parte la causa del suo interesse può essere attribuita a suo zio, il Dr. Thomas Somerville, che alla fine divenne suo suocero in un secondo matrimonio. Il Dr. Somerville raccontava spesso a Mary storie dei grandi scienziati del mondo antico, che ispiravano la sua giovane mente, e aiutava anche sua nipote con il latino. La curiosità di questa futura scienziata, tuttavia, non si limitava alla storia passata, ma era orientata a capire gli strani simboli dell’algebra.

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Mary Fairfax-Somerville (1780–1872)

  • Gabriella Bernardi

摘要

Il 26 dicembre 1780 nacque la piccola Mary Fairfax a Roxburghshire, Scozia, per essere più precisi nella città di Jedburgh. Le usanze del tempo le avrebbero assegnato un futuro piuttosto convenzionale, ma il suo destino prese una direzione diversa. Fino a circa 10 anni di età, come era consuetudine per le ragazze dell’epoca, ricevette un’istruzione approssimativa, sebbene fosse stata mandata per 1 anno da suo padre – un alto ufficiale della marina che era spesso in mare – in un costoso collegio. La giovane ragazza, tuttavia, iniziò in seguito un’istruzione da autodidatta che includeva il latino e la matematica. In parte la causa del suo interesse può essere attribuita a suo zio, il Dr. Thomas Somerville, che alla fine divenne suo suocero in un secondo matrimonio. Il Dr. Somerville raccontava spesso a Mary storie dei grandi scienziati del mondo antico, che ispiravano la sua giovane mente, e aiutava anche sua nipote con il latino. La curiosità di questa futura scienziata, tuttavia, non si limitava alla storia passata, ma era orientata a capire gli strani simboli dell’algebra.