Una vasta classe di strumenti musicali adopera l’aria contenuta in un recipiente, spesso di forma cilindrica, a volte conica, come risuonatore: si tratta degli aerofoni, e comprende flauti, clarinetto, oboe, tromba, sassofono, etc. In casa ne abbiamo avuto tutti, o quasi tutti, uno: è il flauto dolce che si adopera, o si adoperava, alle scuole medie per imparare a suonare semplici melodie. Possiamo cominciare ad osservarlo un po’ da vicino, per cominciare. Il flauto ha una apertura rettangolare con un bordo tagliente, detto labium contro il quale viene indirizzato il flusso d’aria attraverso il beccuccio. Il corpo del flauto è fornito di una serie di buchi, aprendo i quali, a partire dal più distante dall’imboccatura, vengono prodotte le note della scala di Do maggiore. Possiamo cominciare misurando la distanza dei fori dal labium e mettendola in relazione con la frequenza della nota ottenuta chiudendo tutti i fori fino all’ \(n\) -esimo e lasciando aperti gli altri. Si scopre che la relazione tra il periodo (l’inverso della frequenza) e la distanza è approssimativamente lineare. Si può inoltre osservare lo spettro della singola nota, osservando che questo è armonico (vedi figura 6.1). Cercheremo di spiegare queste osservazioni analizzando il comportamento dell’aria all’interno del tubo.

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Tubi sonori

  • Isidoro Ferrante

摘要

Una vasta classe di strumenti musicali adopera l’aria contenuta in un recipiente, spesso di forma cilindrica, a volte conica, come risuonatore: si tratta degli aerofoni, e comprende flauti, clarinetto, oboe, tromba, sassofono, etc. In casa ne abbiamo avuto tutti, o quasi tutti, uno: è il flauto dolce che si adopera, o si adoperava, alle scuole medie per imparare a suonare semplici melodie. Possiamo cominciare ad osservarlo un po’ da vicino, per cominciare. Il flauto ha una apertura rettangolare con un bordo tagliente, detto labium contro il quale viene indirizzato il flusso d’aria attraverso il beccuccio. Il corpo del flauto è fornito di una serie di buchi, aprendo i quali, a partire dal più distante dall’imboccatura, vengono prodotte le note della scala di Do maggiore. Possiamo cominciare misurando la distanza dei fori dal labium e mettendola in relazione con la frequenza della nota ottenuta chiudendo tutti i fori fino all’ \(n\) -esimo e lasciando aperti gli altri. Si scopre che la relazione tra il periodo (l’inverso della frequenza) e la distanza è approssimativamente lineare. Si può inoltre osservare lo spettro della singola nota, osservando che questo è armonico (vedi figura 6.1). Cercheremo di spiegare queste osservazioni analizzando il comportamento dell’aria all’interno del tubo.