Per quanto riguarda le concezioni della materia, il Settecento vede il definitivo passaggio da concezioni ancora legate al vecchio retaggio classico a teorie e visioni in linea con i cambiamenti apportati, nella fisica e nella chimica, dalla rivoluzione scientifica del secolo precedente. Agli inizi del secolo, nonostante i progressi fatti nell’ambito sperimentale e metodologico e nonostante la diffusione del meccanicismo e dei modelli corpuscolari, la concezione della materia degli alchimisti, degli iatrochimici e di coloro che, in seguito, saranno definiti chimici, ossia di chi si occupa di reazioni e trasformazioni delle sostanze, è ancora largamente basata su idee che discendono da impostazioni filosofiche di tipo aristotelico, alchimistico e paracelsiano. Viceversa, negli ultimi decenni del secolo l’insostenibilità di tali teorie viene definitivamente dimostrata e si afferma una visione della materia decisamente vicina a quella moderna. La conoscenza empirica di materiali e sostanze fa notevoli progressi. Vengono elaborate teorie, si affermano prassi metodologiche e si fanno scoperte, che rappresentano tappe fondamentali nella elaborazione della moderna concezione della materia. Fra queste figurano la formulazione del principio di conservazione della materia nelle trasformazioni e nelle reazioni chimiche, la scoperta dei gas e dello stato gassoso, la moderna teoria della combustione. Si accentua la distinzione tra proprietà di tipo fisico (Il termine fisica ha cominciato ad essere usato al posto di filosofia naturale nel primo decennio dopo la morte di Newton.) e proprietà di tipo chimico, studiate con tecniche di indagine differenti e caratterizzate da dinamiche e teorie esplicative spesso divergenti e qualche volta addirittura in contrasto.

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La Materia nel Settecento

  • Florestano Evangelisti

摘要

Per quanto riguarda le concezioni della materia, il Settecento vede il definitivo passaggio da concezioni ancora legate al vecchio retaggio classico a teorie e visioni in linea con i cambiamenti apportati, nella fisica e nella chimica, dalla rivoluzione scientifica del secolo precedente. Agli inizi del secolo, nonostante i progressi fatti nell’ambito sperimentale e metodologico e nonostante la diffusione del meccanicismo e dei modelli corpuscolari, la concezione della materia degli alchimisti, degli iatrochimici e di coloro che, in seguito, saranno definiti chimici, ossia di chi si occupa di reazioni e trasformazioni delle sostanze, è ancora largamente basata su idee che discendono da impostazioni filosofiche di tipo aristotelico, alchimistico e paracelsiano. Viceversa, negli ultimi decenni del secolo l’insostenibilità di tali teorie viene definitivamente dimostrata e si afferma una visione della materia decisamente vicina a quella moderna. La conoscenza empirica di materiali e sostanze fa notevoli progressi. Vengono elaborate teorie, si affermano prassi metodologiche e si fanno scoperte, che rappresentano tappe fondamentali nella elaborazione della moderna concezione della materia. Fra queste figurano la formulazione del principio di conservazione della materia nelle trasformazioni e nelle reazioni chimiche, la scoperta dei gas e dello stato gassoso, la moderna teoria della combustione. Si accentua la distinzione tra proprietà di tipo fisico (Il termine fisica ha cominciato ad essere usato al posto di filosofia naturale nel primo decennio dopo la morte di Newton.) e proprietà di tipo chimico, studiate con tecniche di indagine differenti e caratterizzate da dinamiche e teorie esplicative spesso divergenti e qualche volta addirittura in contrasto.