Da Pitagora all’antimateria – la storia
摘要
La principale ragione per cui tutti ricordano Pitagora – pensatore greco di 2500 anni fa – è il celebre teorema matematico sui triangoli rettangoli. Un altro risultato della scuola pitagorica, importante quanto il teorema, riguarda lo studio dei suoni: esso può essere visto come uno dei primi risultati di fisica ma anche come l’inizio di un ragionamento che prosegue con immutato vigore fino ai giorni nostri, come si argomenta nel seguito. Gli studi sul suono furono condotti per mezzo di vari strumenti, incluso il famoso kanōn – detto anche monocordo – che qualcuno crede sia stato inventato proprio da Pitagora o forse da Ippaso [1]. Nel kanōn una o più corde di lunghezza L sono tese tra due ponticelli fissi, ed hanno poi un terzo ponticello mobile, posto sotto la corda tesa e tra i primi due (i ponticelli sono dei piccoli prismi, di solito fatti di legno). Grazie al ponticello mobile ogni corda viene suddivisa in due parti, di lunghezze \(\mathrm{L}_{1}\) ed \(\mathrm{L}_{2}\) , tali che \(\begin{gathered}\displaystyle\mathrm{L}_{1}+\mathrm{L}_{2}=\mathrm{L}\end{gathered}\) che possono essere entrambe messe in vibrazione, per poi ascoltare i suoni che esse producono, valutandone l’effetto. In questo modo, si scoprì all’interno della scuola pitagorica che due suoni sono gradevoli all’udito (‘‘vanno d’accordo’’, sono ‘‘consonanti’’) quando il rapporto tra le due lunghezze, \(\mathrm{L}_{1}/\mathrm{L}_{2}\) , eguaglia il rapporto tra due interi piccoli, p.e. \(1/1\) , \(2/1\) , \(3/2\) oppure \(4/3\) .