Sulle radici del metodo scientifico
摘要
Si sottolineano frequentemente (e con ottime ragioni) le differenze tra le idee di Galileo e quelle dei due più celebri filosofi della Grecia classica, Aristotele e Platone. Molti pensatori di lingua inglese hanno argomentato questo punto di vista; ma anche gli autorevoli studi di Paolo Rossi in Italia hanno offerto ulteriore supporto a tali tesi [1]. Si possono facilmente reperire tante informazioni e osservazioni pertinenti a proposito: p.e., la discussione di Claudia Foglieni presso il circolo Astrum Caeli [2] o il saggio [3] di Renato Migliorato su Archimede, che sostiene che l’atteggiamento verso la conoscenza del grande Siracusano sia semplicemente incommensurabile con quello dei grandi filosofi suoi coevi. Nel seguito, vorrei addurre alcuni argomenti a sostegno della tesi che la situazione sia più sfumata, e che esistano anche interessanti ed importanti consonanze. Ma prima ancora di entrare nel vivo, avanzo un’osservazione relativa alla storia del pensiero: Galileo non è soltanto un grande innovatore, ma anche un pensatore che si propone il duro compito di elaborare una sintesi tra questi ‘‘pensieri forti’’, la cui influenza si era consolidata e cristallizzata nel corso di poco meno di due millenni di storia.