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A volte le relazioni alimentari sono sbagliate

  • Adriano Fabris

摘要

In questo primo capitolo viene analizzato in generale il nostro rapporto con il cibo. Comunemente questo rapporto è apprezzato e valorizzato o sulla base del gusto, e quindi del piacere, che chi mangia o beve ne può ricavare, oppure tenendo conto esclusivamente di ciò che può essere mangiato o bevuto. Nel capitolo entrambe queste posizioni vengono criticate. Il primo approccio è messo in questione anzitutto attraverso una critica sia del fast food che dello slow food, visti come due aspetti dello stesso atteggiamento alimentare incentrato sul soggetto. Poi questo stesso approccio è ulteriormente approfondito mediante un’interpretazione in chiave esclusivamente filosofica – non quindi psicologica o biomedica – dei fenomeni della bulimia e dell’anoressia. Il secondo approccio invece è discusso analizzando le scelte alimentari del vegetarianesimo e del veganesimo, intese come modi di considerare le nostre scelte alimentari a partire esclusivamente da ciò che per noi può essere fonte di nutrimento. Viene poi sviluppata l’idea per cui il nutrirsi implica sempre un atto di violenza e le conseguenze che questa tesi comporta su di un piano etico. Proprio per risolvere tali problemi è elaborata la tesi che, invece d’incentrare la nostra relazione alimentare o soprattutto sul soggetto oppure soprattutto sull’oggetto, è necessario considerarla appunto come una relazione, e trovare all’interno di essa un punto di equilibrio che non sia distruttivo né per chi si nutre, né per chi può essere fonte di cibo. Perseguire questo equilibrio è appunto il compito di un’etica delle relazioni alimentari.